Per giorni, Lidia acquistò sessanta chili di manzo alla volta, sempre con la stessa calma inquietante. Ma quando la polizia scoprì dove portava tutta quella carne, nel villaggio calò il terrore.
Una richiesta impossibile da ignorare
Lidia arrivava sempre in macelleria prima di tutti. Viveva in modo tranquillo e discreto e, fino a quel momento, non aveva mai comprato più di qualche piccolo pezzo di carne.
Una mattina, però, entrò nel negozio e chiese a Ovidiu di prepararle sessanta chili di manzo. Il macellaio la fissò senza riuscire a nascondere la sorpresa, mentre la donna contava con una mano tremante una mazzetta di banconote consumate.
Ovidiu preparò l’enorme ordine, ma alla fine le domandò perché avesse bisogno di tanta carne. La risposta di Lidia fu semplice e, proprio per questo, ancora più strana:
«Mio figlio è venuto a farmi visita.»
C’era però un dettaglio che Ovidiu non poteva ignorare. Sapeva che il figlio di Lidia era morto da diversi anni.
Sessanta chili di manzo, ogni giorno
La mattina seguente Lidia tornò in macelleria.
Altri sessanta chili.
Il giorno dopo si presentò di nuovo, chiedendo esattamente la stessa quantità. Non offriva spiegazioni e non permetteva a nessuno di aiutarla a trasportare i pesanti pacchi.
Ogni volta che lasciava il negozio, inoltre, si voltava indietro. Sembrava controllare che nessuno la stesse seguendo, ma nessuno nel villaggio riusciva a capire che cosa stesse cercando di nascondere.
Le voci del villaggio
In poco tempo cominciarono i sussurri. Alcuni abitanti pensavano che Lidia nutrisse decine di animali randagi. Altri sospettavano che rivendesse la carne di nascosto.
Poi qualcuno notò il percorso che la donna seguiva dopo aver lasciato la macelleria. Portava i pacchi verso un edificio abbandonato, nascosto nel cuore della foresta e situato vicino a un vecchio cantiere navale chiuso da anni.
La cosa più singolare era che Lidia non si tratteneva mai a lungo all’interno dell’edificio. Entrava con la carne e, poco dopo, tornava indietro senza fornire alcuna spiegazione.
Il quarto giorno arrivano i poliziotti
Al quarto giorno, Ovidiu decise di chiamare la polizia. Quando gli agenti raggiunsero l’edificio abbandonato, si trovarono davanti a una scena profondamente inquietante.
- Macchie di sangue coprivano il pavimento di cemento.
- All’ingresso erano sparsi diversi sacchi di carne strappati.
- In fondo alla struttura c’era una pesante porta metallica.
- La porta risultava chiusa dall’interno.
Lidia si trovava poco distante. I suoi vestiti erano sporchi, le mani macchiate e il suo aspetto lasciava pensare che non dormisse da giorni.
Quando vide gli agenti avvicinarsi alla porta, il suo volto impallidì. Li guardò negli occhi e parlò sottovoce:
«Vi prego. Qualunque cosa sentiate là dentro… non aprite quella porta.»
La porta nel buio
L’avvertimento non fece che aumentare i sospetti degli agenti. Si scambiarono uno sguardo preoccupato e poi sfondarono la porta metallica.
Un odore terribile e umido invase immediatamente la stanza. Le torce illuminarono lentamente l’oscurità, mentre un poliziotto avanzava con cautela.
Fece un passo. Poi un altro.
Quando il fascio di luce raggiunse finalmente l’angolo più lontano, tutti rimasero immobili.